Oliviero Toscani lancia Cùcù, un progetto a sostegno dell’Informazione attraverso l’Affissione.

Alice Blejzca

Come il cuculo (che fa le uova nei nidi altrui) Toscani pubblicherà immagini di fotografi italiani sui manifesti lasciati momentaneamente liberi dagli inserzionisti a Milano. Immagini che chiamano a raccolta i talenti fotografici per comunicare qualcosa che “finalmente non deve vendere niente”.

due mani rosse di Rosa di Gregorio
Rosa De Gregorio

Da sempre estimatore dei manifesti stradali come possibilità di comunicazione, Toscani vuole attirare l’attenzione su questo media, una sorta di “museo-galleria a cielo aperto”, con la differenza che può essere visto da tutti.

Ecco allora immagini che non “vendono niente”, ma che forse faranno riflettere.

Una donna con un libro sulla bocca di Andreana Ferri
Andreana Ferri

Toscani sceglie foto realizzate da altri, assumendo il ruolo di “photo editor”, figura professionale che nei mezzi di comunicazione sceglie le immagini che devono testimoniare il nostro tempo, facendo tutti partecipi.

Cùcù non vuole essere solo riqualificazione degli spazi di affissione ma un atto d’amore verso la fotografia come possibilità comunicativa, i muri usati per veicolare un messaggio culturale, come i “murales” e come un nuovo modo “di fare street art”.

Un muro di periferia con la scritta Siamo Psicologicamente sconfitti di Diego Costantini
Diego Costantini

Creative Media, grazie al supporto di società di affissione quali Defi, Global, Ipas, LLG, Mediamond e Pubblimun che hanno messo a disposizione i loro spazi – ha dato forma a questo progetto che è partito in questi giorni a Milano su impianti digitali.

Info su olivierotoscanistudio.com

In copertina Emanuele Carbini x Cùcù