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A soli quattro mesi dall’apertura, La Cava, aperto lo scorso giugno in Stradone Sant’Agostino 17R, nel cuore del centro storico, entra nella Guida Ristoranti d’Italia 2027 di Gambero Rosso, ottenendo il prestigioso riconoscimento delle Due Bottiglie nella categoria Wine Bar.
Un traguardo straordinario, raggiunto in tempi record, che rappresenta un importante segnale di apprezzamento da parte di una delle guide più autorevoli del panorama italiano, e conferma La Cava come una delle realtà emergenti più interessanti della regione.
In soli quattro mesi, La Cava, progetto firmato dai giovanissimi Carlos Garrido Castaño, Corrado Brunelli, Pietro Bertolazzi e Samuele Onorato, si è distinto per l’attenzione alla selezione dei vini, la cura della carta e la capacità di offrire un’esperienza autentica e contemporanea, in dialogo con il territorio e con la tradizione ligure.

“Siamo felici e orgogliosi di questo risultato così precoce – raccontano Carlos Garrido Castaño, Corrado Brunelli, Pietro Bertolazzi e Samuele Onorato, titolari di La Cava -. Entrare nella Guida Gambero Rosso a pochi mesi dall’apertura è un grande stimolo a continuare con la stessa passione e coerenza con cui abbiamo iniziato. Ringraziamo chi ci ha sostenuto fin dal primo giorno e tutti i clienti che ci hanno scelto e continuano a sceglierci ogni giorno”.
L’inserimento all’interno della Guida 2027 rafforza il percorso di crescita di La Cava e contribuisce a valorizzare ulteriormente l’offerta enogastronomica del centro genovese, sempre più attento alla qualità e alla scoperta di nuove realtà.
La Cava nasce con l’obiettivo di portare in città un format ancora poco rappresentato: un luogo che supera le categorie tradizionali di enoteca, bistrot o ristorante e che trova la propria identità in una dimensione più fluida e contemporanea, dove il vino diventa occasione di incontro e la cucina accompagna naturalmente ogni momento della giornata.




La proposta gastronomica si sviluppa attorno all’idea di valorizzare ingredienti e lavorazioni che il tempo ha trasformato.
Conserve, fermentazioni e prodotti affinati diventano così il punto di partenza per una cucina che guarda al Mediterraneo e alle sue tradizioni gastronomiche più profonde.
Le iconiche conserve provenienti dalle Rías Gallegas e dalla costa atlantica spagnola rappresentano una delle firme del locale: cannolicchi Rosa Lafuente, filetti di sarde Paco Lafuente, cozze in scapece, calamari in tinta e acciughe del Cantabrico di qualità superiore raccontano una cultura della conservazione che qui trova una nuova interpretazione contemporanea.
Accanto alle conserve, la carta propone una selezione di taglieri costruiti come piccoli viaggi tra Italia e Spagna: dalla sobrasada iberica alla cecina de León, dal prosciutto d’anatra al chorizo, fino ai paté e alle selezioni di formaggi.
La cucina completa il percorso con piatti che mantengono la stessa coerenza stilistica: la pernice con fagioli e piparra, la guancia di maiale, il carpaccio di polpo, la tartare di gambero viola, la tosta con sobrasada, formaggio di capra e miele e la tradizionale Gilda convivono in una proposta che alterna mare e terra senza mai perdere il proprio filo conduttore.

La bottiglia non è un semplice accompagnamento, ma il centro della narrazione.
La selezione privilegia piccoli produttori, territori identitari e vini capaci di raccontare il lavoro artigianale di chi li produce. Italia e Spagna rappresentano i riferimenti principali, ma la carta si apre anche ad altre realtà europee accomunate da una stessa filosofia: rispetto per il territorio, interventi minimi e forte personalità.
La volontà non è costruire una carta enciclopedica, ma un percorso pensato per essere scoperto poco alla volta, attraverso percorsi, degustazioni e consigli che cambiano a seconda dell’occasione e dell’ospite.

Un format che cambia nel corso della giornata
Con i suoi venticinque coperti interni e una cantina a vista che diventa parte integrante dell’esperienza, La Cava si presenta come uno spazio pensato per essere vissuto in modi diversi.
Nel locale si può entrare per un aperitivo accompagnato da conserve e vini al calice, fermarsi per condividere taglieri e piatti dalla cucina, costruire una cena più articolata oppure ritornare dopo cena per una bottiglia e una conversazione che si prolunga nel tempo.
È proprio questa flessibilità a rappresentare uno degli elementi più innovativi del progetto. In una città che sta riscoprendo il piacere della convivialità e degli spazi di relazione, La Cava propone un modello che guarda alle grandi città mediterranee e alle loro culture del vino, dell’incontro e della permanenza.
Più che un ristorante o un’enoteca, La Cava vuole essere un luogo da abitare. Un indirizzo dove vino, cucina e persone possano incontrarsi senza schemi prestabiliti, lasciando che sia il ritmo della serata a decidere la direzione del viaggio.

