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Cusio 2030 è un progetto triennale che ha avuto come obiettivi quelli di conservare, valorizzare e sostenere la biodiversità acquatica del Lago d’Orta. Un’iniziativa avviata nel 2023 e conclusosi quest’anno, dedicata a rafforzare il processo di recupero dello stato ecologico del lago d’Orta, quinto lago del Nord Italia.
Attori del progetto: Provincia di Novara come ente capofila, Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, l’Istituto di Ricerca sulle Acque IRSA (CNR) di Verbania e l’Associazione Amici del Fermi. L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Compagnia di San Paolo. Promosso grazie al bando “Simbiosi. Insieme alla natura per il futuro del Pianeta” della Fondazione Compagnia di San Paolo con un sostegno pari a 340 mila euro.
Il progetto ha raggiunto diversi risultati di ripristino e valorizzazione della biodiversità acquatica autoctona del Lago d’Orta creando le condizioni per conservarla nel tempo. Il progetto Cusio 2030 e tutti gli interventi previsti si collocano all’interno del “Contratto di Lago del Cusio” uno dei più partecipati contratti di lago realizzati in Italia.
L’iniziativa ha coinvolto 140 realtà territoriali tra cui tutte le istituzioni, molte tra le più importanti aziende del territorio e tante associazioni, con cui si sono definiti obiettivi a lungo periodo e sinergie per la tutela del lago.

Dalle analisi compiute durante il triennio è emerso come l’incremento progressivo della temperatura dell’acqua, che dagli anni ‘70 è stato di 2 gradi, sia una delle condizioni che favorisce la proliferazione di specie aliene invasive. Tra queste il gambero della Louisiana, in grado di ledere l’ecosistema originale.
L’analisi ha constatato un aumento dell’impatto antropico sulle zone costiere rispetto al primo censimento del 2010. Oltre a questo si è riscontrata una riduzione progressiva delle zone umide e dei canneti che sono un habitat naturale per la nidificazione dei pesci.
Infine, l’attività di ripopolamento ittico l’ha realizzata il CNR IRSA di Verbania in collaborazione con le associazioni di pescatori. Questo ha consentito il reinserimento di quattro specie ittiche scomparse da tempo (agone, trota marmorata, luccio italico e pigo) partendo da riproduttori provenienti dal grande bacino del Lago Maggiore, per un totale di totale di 430.000 esemplari di specie scomparse tra uova embrionate, avannotti e giovanili.

Grazie al posizionamento di diverse legnaie nel 2025, i pesci hanno potuto nidificare con più facilità o trovare un rifugio sicuro. Infine, è stata realizzata l’analisi delle microplastiche realizzata nei piccoli corsi d’acqua di immissione del lago. La presenza di particelle è stata confermata ma in quantità sotto la soglia di allarme, pari a quella presente in altri bacini italiani.
“Cusio 2030 dimostra che il recupero ambientale funziona quando scienza, istituzioni e comunità lavorano insieme. Il Lago d’Orta è un unicum biologico europeo e oggi torna a essere un laboratorio a cielo aperto per la tutela degli ecosistemi acquatici”.
Giuseppe Maio per la Provincia di Novara

Attività connesse e didattica ambientale
Diverse attività si integrano con le azioni attivate con altri tre progetti del Contratto di Lago del Cusio. Tra queste, l’installazione di webcam in punti panoramici attorno al lago e l’uso di una telecamera subacquea per monitorare le attività nei siti di nidificazione.
Infine, il reinserimento della cozza di acqua dolce, grazie al progetto Ris-Orta, con finalità di bio-monitoraggio del livello di inquinamento del lago.
“Il lago si presenta come un paziente speciale, un ambiente ancora molto delicato che non può essere lasciato a sé stesso. Tanto c’è ancora da fare, sia nel monitoraggio ambientale in un contesto di cambiamento climatico sempre più pressante sia negli interventi necessari per ripristinare una comunità di organismi resiliente che sappia affrontare i cambiamenti ambientali profondi che ci interesseranno nei prossimi anni coniugando conservazione della biodiversità e uso sostenibile delle risorse acquatiche. Un lago che sta bene è una risorsa per tutto il territorio.”
Pietro Volta – coordinatore del progetto CUSIO 2030 per IRSA CNR
Nel corso del triennio 2024-2026, le attività di educazione ambientale gestite da Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone insieme all’associazione “Amici del Fermi” e realizzate con le scuole del territorio e i progetti divulgativi, hanno coinvolto ragazzi, cittadini e stakeholders.
“La realizzazione di questo progetto rappresenta un importante passo in avanti per il riequilibrio della parte biologica del lago che è ancora bisognosa di cure dopo il liming. Oltre all’immissione di pesce autoctoni sono stati predisposti strumenti che riescono a garantire un miglior controllo del lago nel suo insieme. Molto altro rimane da fare e speriamo che nel futuro con altri progetti riusciremo a completare e a ristabilire un assetto della natura migliore di quanto c’è oggi”.
Giovanni De Bernardi – Presidente di Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone
