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Il Lago d’Orta è al centro di un ambizioso progetto di monitoraggio ambientale denominato “INTEGRARE, Qualità ambientale del Lago d’Orta, dagli immissari ai contaminanti emergenti”.
L’iniziativa è promossa dall’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, ente capofila del progetto e promotore del Contratto di lago del Cusio (all’interno di cui rientra anche questa iniziativa), che si sta occupando delle attività didattiche e nel supporto di alcune fasi di campionamento delle acque.
INTEGRARE coinvolge poi due importanti unità di Ricerca di Milano: il Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano (UNIMI) e i suoi specialisti con consolidate competenze nel campo dell’ecotossicologia,insieme all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.
I dati prodotti dal biennio di ricerca in corso saranno condivisi con ARPA Piemonte, le Amministrazioni comunali e il Gestore delle Acque, per lo sviluppo di interventi mirati e per l’eventuale predisposizione di un piano di monitoraggio periodico.
Sono previste iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento attivo della cittadinanza, dedicate alla conservazione dell’ecosistema. Tra questi, workshop, attività didattiche nelle scuole, eventi divulgativi, uscite di campionamento e conferenze. Sarà organizzata una mostra finale organizzata dall’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone per raccontare quanto realizzato durante lo svolgimento del progetto.
L’uso della cozza di lago nel biomonitoraggio
La cozza di lago Unio Elongatulus è una specie nativa e protetta ricomparsa nel lago già a partire dal 2014.
La cozza di lago è un efficace biosensore e bioaccumulatore in grado di fornire risposte biologiche misurabili in risposta alla presenza di tali contaminanti. Ecco perché verrà organizzato, un monitoraggio innovativo della presenza di contaminanti emergenti e dell’inquinamento da plastica.

“Lo studio delle stato di salute dei bivalvi sarà svolto a cura del Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano. Lo studio verrà realizzato mediante la posa di gabbie contenenti le Unio elongatulus provenienti dal Lago Maggiore, opportunamente depurate, in sei stazioni del Lago d’Orta identificate in base al potenziale diverso impatto antropico”
Camilla Della Torre – professoressa associata del Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano
Le cozze saranno poi analizzate per valutare il profilo della contaminazione e il loro stato di salute. Saranno invece i ricercatori dell’Istituto Mario Negri di Milano a occuparsi dell’analisi della presenza di contaminanti emergenti. Questo grazie a strumentazioni all’avanguardia per l’analisi chimica ad alta risoluzione.
“Lo studio del bioaccumulo di contaminanti emergenti nelle cozze, abbinato all’analisi metabolomica condotta dall’Università degli Studi di Milano, ci consentirà di collegare la presenza di microinquinanti con effetti biologici misurabili negli organismi acquatici”
Noelia Salgueiro-Gonzalez – Capo dell’Unità di Spettrometria di Massa per il Monitoraggio Ambientale dell’Istituto Mario Negri (IRFMN)
Quelle utilizzate sono metodologie di studio non ancora ampiamente applicate in progetti di biomonitoraggio degli ecosistemi lacustri.
Monitoraggio dei contaminanti emergenti nelle acque di lago
Nel quadro di una valutazione ambientale integrata, sono in fase di monitoraggio sia i contaminanti emergenti derivanti da attività industriali e domestiche (farmaci, prodotti per la cura personale, disinfettanti, plasticizzanti, surfattanti, perfluorati) sia le microplastiche presenti nelle acque del Lago.
“L’obiettivo dell’analisi chimica è quello di individuare, mediante metodiche di screening non target e target, la presenza di contaminanti emergenti nelle acque del Lago d’Orta, al fine di valutare eventuali pressioni antropiche e identificare potenziali fonti di inquinamento”
Noelia Salgueiro-Gonzalez
Parallelamente, un’attenzione particolare viene dedicata allo studio delle microplastiche, per comprenderne la loro distribuzione e le caratteristiche.
“Questa attività consiste in una caratterizzazione quali-quantitativa delle plastiche negli immissari del lago e mira a identificare e classificare i detriti plastici in base a dimensione, forma, colore e composizione chimica, utilizzando uno spettrometro infrarosso a trasformata di Fourier”
Camilla Della Torre
