

Proprio come nelle relazioni sentimentali, chi cerca lavoro oggi si trova sempre più spesso di fronte alla delusione di non ricevere risposta.
Secondo l’ultima indagine condotta da LinkedIn su scala internazionale e a livello italiano, un numero crescente di professionisti si ritrova a fare i conti con il “ghosting” durante la ricerca di un impiego, con in media 3 persone su 10 (30%) che dichiarano di aver già vissuto personalmente questa esperienza a seguito dell’invio di una job application ma è un fenomeno che ricorre anche negli appuntamenti sentimentali.
Ecco che la mancanza di feedback da parte dei recruiter si presenta come una delle sfide più rilevanti nel panorama occupazionale attuale.
La diffusione del “ghosting” nel mercato del lavoro
LinkedIn, il più grande network professionale al mondo, rivela che i lavoratori e le lavoratrici intervistati1 in Italia sono, in maggioranza, propensi ad esplorare nuove opportunità professionali per il 2025, con oltre 2 persone su 5 (44%) già attive nella ricerca di un nuovo impiego e il 24% che pianifica di farlo nei prossimi mesi, rispetto a un 56% di indecisi (18%) o non intenzionati a cambiare (38%).
A fare da capofila è la Gen Z, con il 52% che pensa di lasciare il lavoro attuale e il 63% che in generale dichiara di essere impegnato nella ricerca di un nuovo lavoro, a fronte rispettivamente del 48% e 55% dei Millennial.
Tuttavia, a fronte di questo dinamismo, in molti ritengono che la ricerca sia diventata più complessa, frustrante e difficoltosa rispetto all’anno scorso. A far crescere la frustrazione è anche l’assenza di feedback da parte degli hiring manager, con quasi la metà (48%) dei lavoratori in Italia che concorda
sul fatto che sia diventato più difficile ricevere riscontro e ben il 20% che indica proprio l’assenza di feedback come uno dei principali ostacoli nella ricerca.
Interrompere una relazione succede a tutti, ma il silenzio dei recruiter colpisce soprattutto le generazioni più giovani: il 43% della Gen Z e il 46% dei Millennial hanno infatti dichiarato di essere stati “ghostati” rispetto al 22% della Gen X e solo al 16% dei Baby Boomer.
Questo dato evidenzia non solo una differenza generazionale nell’esperienza della ricerca di un nuovo impiego, ma anche una mancata opportunità per le nuove generazioni di orientarsi e inserirsi nel mercato del lavoro.
Oltre la ricerca di lavoro: il costo emotivo della mancanza di una chiusura
Con il 48% dei candidati che afferma che il processo di selezione è diventato più difficile nell’ultimo anno, la ricerca di un impiego non è più solo un’esperienza professionale, ma un percorso personale carico di aspettativa, ansia e autoanalisi.
Per questo, le conseguenze del “ghosting” vanno oltre la semplice frustrazione.
Il 45% dei candidati, ad esempio, afferma che non ricevere risposta rende
difficile comprendere il motivo per cui la loro candidatura non sia stata presa in considerazione, lasciandoli in un limbo di incertezza sulle proprie reali competenze e prospettive di carriera.
La mancanza di un riscontro può far dubitare un candidato del proprio valore, proprio come accade quando si viene ignorati dopo un primo appuntamento promettente.
Ciò che i recruiter (non) dicono
D’altro canto, anche le aziende affrontano le loro sfide: il 65% dei recruiter intervistati2 in Italia segnala che trovare candidati qualificati è diventato più complesso nel 2024, mentre il 48% lamenta il fatto di ricevere svariate candidature da parte di professionisti non adatti al ruolo.
Inoltre, in un mercato che evolve rapidamente e con un numero crescente di candidature da gestire, il 67% dei recruiter afferma che avrebbe bisogno di più strumenti e risorse per vagliare l’esperienza dei candidati e rispondere a tutti in modo tempestivo.
Eppure, i recruiter sanno bene che sparire non è mai la soluzione: il 69% riconosce che ignorare i candidati può danneggiare l’immagine aziendale, mentre il 68% ammette che il silenzio può influire negativamente sulla loro autostima.
Che sia in amore o nel lavoro, la comunicazione trasparente resta il gesto più apprezzato.
(1) Dai risultati dei sondaggi effettuati tra il 27.11.2024 – 13.12.2024. Il profilo demografico degli intervistati è stato determinato da un calo naturale, poiché non sono disponibili dati affidabili per rappresentare la popolazione nazionale. (2) Dai risultati di un’indagine condotta tra il 28.11.2024 e il 17.12.2024. Il profilo demografico degli intervistati è stato determinato da un calo naturale, poiché non sono disponibili dati affidabili per rappresentare la popolazione nazionale.
Tutti i dati si basano su questa indagine, se non diversamente specificato.