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I secondi che seguono un goal non si limitano più ai festeggiamenti sugli spalti. Oggi, milioni di tifosi prendono subito in mano il cellulare per postare le proprie reazioni, condividere filmati, controllare le statistiche, piazzare scommesse, mandare messaggi agli amici e seguire le discussioni online.
Questi momenti generano picchi enormi di attività digitali che mettono a dura prova le infrastrutture che sostengono Internet. In questo contesto, il vero punto di forza sono i data center.
I Mondiali del 2026 offrono un’occasione unica per analizzare la tecnologia che sta alla base anche del tifo moderno e i sistemi che consentono a miliardi di persone di guardare in streaming, condividere, festeggiare e reagire esattamente nello stesso momento.
Circa 1,5 miliardi di tifosi in tutto il mondo hanno seguito la finale del torneo del 2022 e la FIFA stima che circa 5 miliardi di persone abbiano interagito con i contenuti su tutte le piattaforme e i dispositivi. Considerando inoltre che i Mondiali del 2026 saranno ancora più grandi, con squadre provenienti da 48 nazioni invece che da 32.
Quanto traffico genererà?
I Mondiali del 2026 saranno i più grandi della storia con:
- 48 squadre nazionali (rispetto alle 32 del 2022)
- 104 partite (rispetto alle 64 del 2022)
- Tre paesi ospitanti (Stati Uniti, Canada e Messico)
- Miliardi di potenziali spettatori in tutto il mondo.
Come i data center rendono possibile la FIFA World Cup 2026
Cosa serve per trasmettere tutte le partite a un pubblico così vasto, garantendo un’esperienza uniforme in tutti i fusi orari? Come si fa a potenziare le risorse per acquisire, modificare, gestire e distribuire i contenuti di così tante partite in città diverse? E come si fa a farlo in modo economicamente vantaggioso, senza costruire infrastrutture permanenti che non serviranno più una volta terminato il torneo?
La risposta a queste domande sta nei data center e nelle infrastrutture di rete, rese pienamente operative da operatori come Equinix. Proprio come ogni altro aspetto della nostra vita digitale quotidiana, i data center costituiscono la base che rende possibile lo streaming dei contenuti. Quando ci si ritrova con amici e familiari per guardare una partita e si prova quel momento di gioia travolgente quando la palla finisce in rete, sono i data center ad aver contribuito a rendere possibile tutto questo.

Quanti data center saranno coinvolti?
Migliaia. E non esiste un unico “data center della Coppa del Mondo”.
Il Nord America sarà l’epicentro e i principali hub cloud di Dallas, Ashburn, Chicago, Atlanta e Los Angeles gestiranno una parte significativa dell’elaborazione e della distribuzione iniziali.
In Europa, invece, hub come Amsterdam, Francoforte, Londra e Milano saranno fondamentali per la distribuzione degli streaming alle emittenti europee. L’Asia rappresenta probabilmente la sfida più impegnativa in termini di portata, con hub cloud a Singapore, Tokyo, Hong Kong e Mumbai.
Ogni Coppa del Mondo rappresenta un banco di prova per Internet.
Con la continua crescita della domanda di streaming, servizi cloud e interazione in tempo reale, i grandi eventi sportivi mettono sempre più in evidenza l’importanza di investire in data center, connettività e resilienza digitale. E poiché le emittenti devono collaborare con così tanti partner, è importante implementare le soluzioni nei luoghi in cui questi si trovano già, come nei data center di colocation di Equinix.
La sfida è aperta: sia sul campo fisico che su quello digitale.
