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Alla Milano Design Week 2026, Adrenalina sovverte le regole del Fuorisalone, trasformando il pubblico da spettatore a co-autore.
Bar Adrenalina non è un semplice spazio espositivo da osservare, ma un’esperienza da vivere, attraversare e alimentare, dove ogni presenza contribuisce concretamente alla nascita di un futuro oggetto di design. Qui non si entra per solo ‘vedere qualcosa’, si entra per lasciare un segno.
Il progetto Bar Adrenalina, allestito presso il Boccascena Cafè di Palazzo Litta, firmato da Debonademeo Studio, reinterpreta lo spazio architettonico esistente dando vita a un nuovo concetto di ospitalità, incentrato sulle persone. Protagonisti dell’ambiente sono i divani, concepiti come arredi versatili e dinamici; supporto per pasti veloci, aperitivi o intimi angoli dedicati alla conversazione e alla contemplazione.
Un laboratorio aperto, un ambiente pulsante dove design e persone non sono separati, ma si influenzano reciprocamente. Adrenalina inaugura una ricerca che trasforma il suono in materia progettuale.
L’interazione tra le persone e i prodotti Adrenalina genera flussi e frequenze invisibili.
Attraverso una rete di microfoni distribuiti nelle tre sale del bar, ogni sussurro, fruscio o risata dei visitatori viene catturato e trasformato in un database sonoro inedito, destinato a trasformarsi in due output creativi.
Sarà realizzata una composizione musicale originale, affidata a un sound designer di fama internazionale. Successivamente sarà realizzato un nuovo divano Adrenalina, progettato partendo proprio dalle frequenze raccolte durante l’evento.
La vera rivoluzione partecipativa risiede nel processo creativo post-evento: i pattern sonori raccolti verranno rielaborati dai designer Adrenalina, Debonademeo Studio, per definire le linee, le tracce visive e la forma di un nuovo divan. Questo tradurrà, l’energia collettiva della Design Week in un prodotto industriale.
Il risultato di questa co-progettazione spontanea sarà il cuore del format ADRENALINA INCONTRA 2026, il terzo appuntamento della serie.
Il Bar Adrenalina
Il Bar Adrenalina, progettato da Debonademeo Studio, accoglie un’installazione site specific integrata nell’allestimento, ideata da Michele Spanghero, artista sonoro e visivo di fama internazionale, il cui intervento utilizza calchi in cemento di microfoni sospesi dal soffitto.
Il cemento diventa il medium per rappresentare lo strumento che cattura la vibrazione, creando un paradosso visivo e concettuale elegante, ma di forte impatto. L’allusione all’atto dell’ascolto è invertita: l’allestimento non parla al visitatore, ma lo percepisce. I microfoni in cemento, nella loro sorda immobilità, smettono di essere dispositivi funzionali al nostro servizio, diventando testimoni silenziosi delle frequenze generate dal pubblico.
L’opera evoca il suono attraverso elementi tecnici trasformati in icone scultoree. Suggerisce un “silenzio materico” che ridefinisce la presenza fisica dello strumento e rivendica il diritto dell’oggetto di ascoltare lo spazio.
Nella Sala Grande l’opera Listen! accoglie i visitatori con un grande orecchio in neon la cui forma disegna un punto di domanda.
L’intervento interroga lo spazio e i presenti: chi ascolta davvero? Noi, o gli oggetti che ci circondano? Questo cambio di prospettiva eleva la centralità metaforica del suono nel progetto Bar Adrenalina, trasformando parte dell’allestimento in una vera e propria esperienza artistica.
Il progetto è completato da una performance musicale originale composta dall’artista utilizzando come materiale di partenza campionamenti registrati dai componenti strutturali e materici dei divani. I suoni vengono così rielaborati elettronicamente in tempo reale per creare un’esperienza sonora immersiva.
In parallelo, sessioni di registrazione captano i suoni del bar, le interazioni tra persone, spazi e oggetti; la rielaborazione di queste frequenze sonore, andrà a costituire un data base sonoro, punto di partenza per la progettazione di un divano del futuro.

Un bar che riscrive il Fuorisalone
Bar Adrenalina è anche un omaggio contemporaneo alla socialità milanese, un richiamo alla ‘Milano da bere’, reinterpretato con l’estetica e l’ironia del brand. Uno spazio accogliente e immersivo, dove si mangia, si beve, si incontra e si resta.
Tra le collezioni storiche si inseriscono armoniosamente le novità 2026:
- la nuova collezione Drop, del visionario Gae Avitabile richiama l’immagine di una goccia che, posandosi sulla superficie, si trasforma in un punto di appoggio naturale;
- l’immaginifico progetto Kobe dei designer tedeschi Kosmoform trae ispirazione dall’archetipo della palla, simbolo di equilibrio assoluto e continuità;
- l’ultima creazione dei designer e art director di Adrenalina, Debonademeo Studio, ha puntato su una forma archetipa e ideato la collezione Pachamama, ispirata al mito della Dea Madre, che evoca nelle sue linee le forme essenziali delle antiche statuette votive, ricreando la sensazione tattile e psicologica di un abbraccio materno.
L’allestimento non sarebbe completo senza l’adesione entusiasta di aziende partner che contribuiscono a creare la particolare atmosfera del Bar Adrenalina: le luci di Karman, i tavolini e i rivestimenti di Chroma, i tessuti di Gabriel.

Un bar dalle molteplici ispirazioni ed evocazioni, tra archetipi e contemporaneità, che diventa un punto di riferimento della settimana: un luogo aperto, inclusivo, attraversato da musica e sperimentazione.
Durante tutta la Design Week, infatti, il progetto sarà animato da appuntamenti dedicati alla musica d’avanguardia e alla cultura sonora contemporanea.
Con Bar Adrenalina, l’azienda propone una visione netta: il design non è più solo forma, ma relazione. Non è più solo oggetto, ma energia. Non è più solo esposizione, ma processo.
Una metamorfosi che mette al centro l’essere umano, i suoi gesti e i suoi desideri e che, allo stesso tempo, invita a riflettere sul rapporto tra tecnologia, materia e ambiente, perché oggi la vera innovazione non è solo ciò che si produce, ma anche come lo si produce e, soprattutto, con chi.
Bar Adrenalina è questo: un’esperienza collettiva, un rituale contemporaneo, un luogo dove il pubblico diventa co-autore e il Fuorisalone si trasforma in un laboratorio vivo.
