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Check Point Research (CPR), la divisione di Threat Intelligence di Check Point Software Technologies Ltd., pioniere e leader globale nelle soluzioni di sicurezza informatica, ha pubblicato il Global Threat Intelligence Report relativo al mese di giugno 2026, rivelando che in Italia le organizzazioni hanno subito in media 2.602 attacchi informatici a settimana, facendo registrare una crescita rispetto al mese precedente dell’11,5% e del 7% rispetto al dato del giugno 2025.
Gli attacchi registrati nel nostro Paese sono superiori a quelli rilevati a livello globale del 14,6%. Le organizzazioni di tutto il mondo hanno, infatti, subito in media 2.270 attacchi informatici a settimana. Ciò rappresenta un aumento del 10% rispetto al mese precedente e del 17% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Giugno ha invertito la breve tregua osservata a maggio, con un aumento generalizzato del volume degli attacchi in tutte le regioni e in tutti i settori. Anziché concentrarsi in una singola area geografica o in un unico settore, l’aumento si è manifestato quasi ovunque contemporaneamente, suggerendo che gli autori degli attacchi abbiano esteso la propria attività a una gamma più ampia di obiettivi.
“I dati di giugno mostrano una ripresa generalizzata dell’attività informatica, non un singolo picco isolato. Gli autori degli attacchi stanno ampliando il proprio raggio d’azione in tutte le regioni e in tutti i settori, mentre i gruppi di ransomware continuano a riorganizzarsi e a crescere. L’ascesa di The Gentlemen ai vertici della classifica dei ransomware è un chiaro promemoria del fatto che nuovi operatori possono rapidamente diventare gravi minacce globali. Le organizzazioni hanno bisogno di una sicurezza basata sull’intelligenza artificiale e incentrata sulla prevenzione, in grado di proteggere reti, utenti, dati e flussi di lavoro basati sull’intelligenza artificiale prima che gli attacchi possano causare danni.”
Cristiano Voschion – Country Manager per l’Italia di Check Point Software Technologies
A giugno, il settore dell’istruzione continua ad essere quello maggiormente preso di mira a livello globale: le organizzazioni che hanno subito in media 4.816 attacchi settimanali, con un aumento del +16% rispetto a giugno 2025. Le reti aperte dei campus, il continuo ricambio dei dispositivi e le risorse limitate dedicate alla sicurezza continuano a rendere scuole e università obiettivi allettanti per gli autori delle minacce.
Il settore pubblico segue con 2.836 attacchi settimanali, in crescita del +5% su base annua, mentre quello delle telecomunicazioni si è classificato al terzo posto con 2.835 attacchi settimanali, registrando un aumento del +13%. Insieme, questi tre settori continuano ad assorbire una quota sproporzionata del volume globale degli attacchi, rafforzando un andamento che è rimasto costante negli ultimi mesi.
L’America Latina rimane la regione più colpita
Le organizzazioni che hanno segnalato una media di 3.501 attacchi settimanali, pari a un aumento del +27% rispetto a giugno 2025. L’APAC segue con 3.060 attacchi settimanali, in crescita del +5%, mentre l’Africa ha registrato 3.008 attacchi settimanali, in calo del 9% su base annua ma comunque tra le regioni con il volume più elevato a livello globale.
Anche l’Europae il Nord America hanno registrato forti aumenti, rispettivamente del +22% e del +14%.
Questa crescita generalizzata indica che la ripresa di giugno non si è limitata a un singolo mercato, ma rispecchia un’escalation più ampia dell’attività degli attaccanti nel panorama globale delle minacce.
L’esposizione legata alla GenAI rimane una minaccia persistente nel mese di giugno. Check Point Research ha rilevato che 1 su 26 richieste GenAI inviate dalle reti aziendali presentava un rischio elevato di fuga di dati sensibili, pari a un tasso di esposizione globale del 3,9%. L’attività relativa ai prompt ad alto rischio ha interessato l’85% delle organizzazioni che utilizzano regolarmente strumenti GenAI, mentre un ulteriore 27% dei prompt conteneva informazioni potenzialmente sensibili.
A giugno le organizzazioni hanno utilizzato in media sette diversi strumenti GenAI e l’utente medio ha generato 78 prompt. L’America Latina ha registrato il tasso di esposizione più elevato per la GenAI, con il 5,2% dei prompt che presentava un alto rischio di fuga di dati sensibili, ben al di sopra del benchmark globale, mentre l’Europa si è allineata alla media globale del 3,9%.
Nel corso di un test di OpenAI, i modelli hanno eluso i controlli interni e attaccato autonomamente Hugging Face un sito terzo per sviluppatori. Ci si sta interrogando sui potenziali rischi di questa tecnologia, che si sta sviluppando ad un’altissima velocità, e su come gestirla al meglio.
Lotem Finkelstein – Vice Presidente della divisione Research di Check Point Research
Come evidenziato nell’AI Security Report 2026di Check Point Research, l’intelligenza artificiale ha ormai superato una soglia critica: non si limita più ad assistere gli attaccanti, ma è diventata parte integrante della catena di attacco. Se da tempo osserviamo come l’AI acceleri lo sviluppo del malware, la ricerca di vulnerabilità e le attività di intrusione, questo episodio dimostra qualcosa di ancor più rilevante: la sfida non riguarda più soltanto ciò che un modello di IA è in grado di fare, ma la nostra capacità di contenerne e controllarne in modo affidabile le funzionalità.
Il settore sanitarioe medicale ha registrato l’esposizione più elevata con il 5,7%, seguito dalle telecomunicazioni e dai servizi alle imprese con il 5,1% ciascuno, e dall’informatica con il 4,1%. I dati personali sono emersi nell’80% delle organizzazioni interessate, seguiti da dettagli relativi alla rete e alle infrastrutture, materiale legale e normativo, dati finanziari e documenti relativi ai dipendenti, a dimostrazione del fatto che l’esposizione alla GenAI interessa molteplici funzioni aziendali.
Il ransomware continua a crescere, con il settore dei servizi alle imprese nel mirino
Gli attacchi ransomware sono stati 646 nel mese di giugno, con un aumento del +33% rispetto allo stesso mese del 2025. Il settore dei servizi alle imprese è rimasto quello più colpito, rappresentando il 31% delle vittime segnalate, seguito dai beni e servizi di consumo con il 16% e dalla produzione industriale con il 14%. Anche la quota delle vittime di ransomware nel settore pubblico ha continuato a crescere, passando dal 4,0% di aprile al 5,4% di giugno.
In particolare, la regione APAC ha registrato un forte aumento del numero di vittime, superando l’Europa e diventando la seconda regione più colpita dopo il Nord America.
Il cambiamento più significativo nel panorama del ransomware a giugno si è verificato a livello di gruppi. The Gentlemen è diventato il gruppo di ransomware più diffuso, responsabile del 17% degli attacchi resi noti, superando Qilin, che ne rappresentava l’11%.
Anche LockBit ha registrato un aumento notevole, passando dall’1% degli attacchi resi noti a maggio al 7% a giugno, diventando così il terzo gruppo più diffuso. La rapida ascesa di The Gentlemen riflette la continua capacità delle operazioni emergenti di ransomware-as-a-service di espandersi rapidamente attraverso il reclutamento di affiliati, l’accesso pre-posizionato e tecniche di elusione in continua evoluzione.
Per l’indice completo delle minacce globali di giugno 2026 e ulteriori approfondimenti, è disponibile il
