Aprirà il prossimo 29 gennaio, con il Patrocinio del Comune di Milano, presso ADI Design Museum la mostra 工=藝 Ko = Ghei, la fusione di arte, ragione ed emozione, promossa da Kitamaebune Kōryū Kakudai Kikō in collaborazione con ANA Strategic Research Institute, che esporrà una selezione di raffinati esempi di alto artigianato giapponese.
L’obiettivo è quello di valorizzare, in un contesto internazionale, il patrimonio materiale e immateriale legato ai mestieri d’arte del Giappone.

Il termine giapponese kogei 工藝, che si legge con la pronuncia di koghei, integra in una sofisticata armonia concetti apparentemente opposti.
Ko è il carattere ideografico che indica la tecnica, il processo produttivo a partire da struttura, funzione e materiali e si riferisce al sapere che funge da base alla capacità di riprodurre e perpetuare nel tempo. Ghei è il carattere ideografico che si riferisce alla pratica creativa, che armonizza corpo e spirito: un esercizio che conduce, come esito, a generare bellezza.
Nel pensiero giapponese, ragione ed emozione, tecnica e spiritualità hanno infatti continuato a esistere in una relazione di reciproca tensione, talvolta limitandosi, talvolta elevandosi: Ko conferisce disciplina a ghei che genera creatività ed emergenza in ko.
Koghei è la bellezza che non sacrifica la funzione, l’intelligenza che non esclude l’emozione.
E anche in un’epoca di digitalizzazione estrema, essa continua a suggerire silenziosamente – attraverso la forma – l’equilibrio tra spiritualità e mondo fisico

L’esposizione propone una selezione di opere rappresentative delle maggiori espressioni dell’artigianato tradizionale giapponese tra cui:
- Mumyōi yaki, tipologia di ceramica caratteristica dell’isola di Sado;
- kabazaiku, tecnica di lavorazione artigianale della corteccia di ciliegio selvatico originaria di Kakunodate, nella prefettura di Akita;
- Wajima nuri, tecnica di laccatura tradizionale della città di Wajima, nella prefettura di Ishikawa;
- Bizen yaki, tipologia di ceramica della città di Bizen, nella prefettura di Okayama, che appartiene a una delle più antiche tradizioni ceramiche del Giappone;
- Nousaku, prodotti di fusione in metallo (stagno, rame, bronzo) della città di Takaoka;
- opere di alta oreficeria che rappresentano l’eccezionale maestria giapponese nella lavorazione dell’oro, il grado più alto dell’arte della lavorazione dei metalli preziosi.

La metallurgia giapponese è una tradizione antica in cui oro, argento, rame e ferro vengono lavorati, fusi in leghe speciali, martellati, incisi o incrostati per creare forme e decorazioni.
Introdotta nel periodo Yayoi (300 a.C. – 250 d. C. circa), si è sviluppata nei secoli per produrre utensili per i rituali buddhisti, accessori per le spade dei samurai, utensili per il tè e oggetti d’uso quotidiano, gioielli.
Con l’introduzione dalla Cina del Buddhismo nel VI secolo, questa arte progredì rapidamente: nel periodo Nara (710 – 794 d. C.) fiorì la tecnica di doratura, mentre le tecniche di lavorazione con foglia e fili d’oro si perfezionarono nel periodo Heian.
Tra i periodi Muromachi (1392-1568), Momoyama (1573-1868) ed Edo (1600-1868), i maestri affinarono incisione e intarsio, definendo un’estetica tipicamente giapponese.

Oggi, l’oro e gli altri metalli continuano a essere impiegati in oggetti rituali, arti decorative, gioielleria e restauro.
Fusione, martellatura e incisione restano tecniche fondamentali che conferiscono alle opere ricchezza espressiva e profondità e sono realizzate da maestri artigiani cui viene conferito il titolo di “Tesoro Nazionale Vivente”, ufficialmente riconosciuti come detentori del sapere immateriale fatto di tecniche tradizionali di altissimo valore storico e artistico che – tramandate – hanno plasmato la cultura giapponese.
Queste comprendono l’artigianato – ceramica, lacca, metallurgia, carta washi, legno, bambole – ma anche le arti performative come il teatro Nō, il Kabuki, il bunraku e il saper fare legato alla vita quotidiana, tra cui la cucina e il sake.
L’esposizione accoglie le creazioni di alcuni dei maestri artigiani più autorevoli del panorama nipponico, inclusi due Tesori Nazionali Viventi: Sekijin ITO (Sekisui ITO V) e Jun ISEZAKI. Figure che incarnano l’eccellenza nelle arti della ceramica, della lacca e del kabazaiku, e di una conoscenza riconosciuta dal governo giapponese cone Bene Immateriale Culturale Importante.
Oggi sono in totale 126 i maestri a cui è stato riconosciuto il titolo.


Queste figure rappresentano, con le loro tecniche raffinate e la loro filosofia maturate durante la vita e attraverso i secoli, un ponte tra passato e futuro, esprimendo appieno la profondità della cultura giapponese.
Le tecniche impiegate attestano il loro ruolo cruciale nella trasmissione della cultura materiale del Paese, un tempo affidata alle kitamaebune, navi mercantili che, dalla fine del XVII secolo fino alla fine del XIX secolo, navigavano lungo la costa del Mar del Giappone, da nord a sud, facendo scalo nei numerosi porti per commerciare merci locali.
Grazie a un sistema commerciale unico, che prevedeva la sostituzione del carico a ogni porto, queste navi trasportavano non solo beni, ma anche cultura e conoscenze tecniche tra le diverse regioni.
Dalla seconda metà del XIX secolo, con lo sviluppo delle infrastrutture moderne del Giappone concentrate soprattutto sulla costa del Pacifico, le rotte delle kitamaebune persero progressivamente la loro funzione.
Tuttavia, le regioni un tempo collegate da queste vie marittime continuano ancora oggi a custodire importanti tradizioni culturali e industriali.
Le opere presentate nella mostra KO=GHEI rappresentano la sintesi delle tecniche e dello spirito della storia di questi territori. L’artigianato giapponese, che un tempo viaggiava per mare con le kitamaebune oggi esce dai confini regionali e nazionali, diffondendo il proprio valore nel mondo a partire da Milano.
Informazioni generali: 29 gennaio | 8 febbraio 2026 _ ADI Design Museum,
Piazza Compasso d’Oro, 1 – Milano _ Orari: 10.30 – 20.00 _ Giorni di chiusura: 30 gennaio, 6 febbraio
Ingresso gratuito.
Organizzatore: Associazione Kitamaebune Exchange Expansion Organization
Direttore Generale della mostra: Naohiko Mitsui_DANS
