Il taeg mutuo, che corrisponde al tasso annuo effettivo globale, ha lo scopo di rappresentare il costo di un finanziamento nel modo più preciso e più esaustivo possibile. Esso viene impiegato a fini comparativi, nel senso che quando si ha la necessità di valutare i pro e i contro di più mutui dal punto di vista economico è sufficiente confrontare i loro taeg per sapere quali sono i costi previsti. A ben guardare, il taeg può essere considerato un tasso virtuale, dal momento che non vi si fa riferimento per il calcolo delle rate: è, invece, un indicatore, grazie al quale si scopre qual è il costo complessivo di un prestito.

La differenza tra il tan e il taeg

Per cogliere la differenza tra il tan e il taeg è sufficiente tenere presente che quando si pensa al tasso annuo nominale esso non tiene conto né delle spese del prestito né della tipologia del rimborso. Il metodo di ammortamento che in genere viene utilizzato per i prestiti, e quindi per i mutui, è quello definito francese, cioè a rata costante: con tale soluzione gli interessi sono distribuiti su tutte le rate invece di essere corrisposti una sola volta all’anno. Nel momento in cui i pagamenti vengono frazionati – con cadenza mensile, nella maggior parte dei casi – il soggetto che offre il finanziamento usufruisce di un lieve vantaggio, in quanto inizia a incassare in anticipo gli interessi. Il tasso nominale non ne risente, mentre ci sono conseguenze dal punto di vista del tasso effettivo. A mano a mano che il tasso aumenta, cresce la differenza tra il tasso nominale e quello effettivo; lo stesso avviene anche con l’aumentare della quantità di rate annue.

Quanto costa un mutuo?

Lo scopo di un taeg mutuo è quello di fornire una chiara indicazione delle spese che dovranno essere sostenute per l’apertura del finanziamento e per il suo rimborso. Per arrivare al taeg si parte dal presupposto che il capitale che viene prestato sia ridotto dai costi iniziali, mentre le rate aumentano per effetto delle spese periodiche. Il taeg mutuo si calcola, quindi, tenendo conto dei correttivi che devono essere apportati in tal senso. Si immagini, per esempio, di avere a che fare con un mutuo di surroga della durata di dieci anni per un importo complessivo di 100.000 euro al 3%, senza spese di apertura e senza spese di gestione. Con rate di 966 euro al mese, il tasso effettivo sarebbe pari al taeg, e cioè del 3,04%.

Come incidono le spese

Se, invece, si avesse a che fare con un mutuo che presuppone una richiesta da parte dell’istituto di credito di 800 euro di istruttoria, a cui si devono aggiungere 300 euro per la perizia, ipotizzando un’imposta pari allo 0,25%, e quindi di 250 euro, il finanziamento sarebbe in realtà di 98.650 euro, poiché ai 100.000 euro iniziali si dovrebbero togliere 800, 300 e 250 euro, per un totale di 1.350 euro. Anche le eventuali polizze assicurative che possono essere stipulate incidono sui costi.

Il taeg cambia

Di conseguenza, il taeg deve tenere conto di un capitale sceso a 98.650 euro, con la rata mensile che – immaginando di dover pagare ogni mese 2 euro di spese di incasso e 3 euro per la polizza incendio – salirebbe a 971 euro. Quindi il taeg non sarebbe più del 3,04% ma arriverebbe fino al 3,4%, corrispondente al tasso effettivo di un finanziamento di 98.650 euro per dieci anni. Il tasso nominale, invece, resterebbe sempre al 3%, in quanto è insensibile alle spese periodiche. Così, i costi del finanziamento si azzerano, convertendosi in interessi.