Il rincaro del 5,5% sulle tariffe relative al gas metano con cui si è aperto il nuovo anno porta a delle inevitabili riflessioni. Dal primo luglio 2019 si entrerà a tutti gli effetti nel regime del mercato libero di luce e gas: finirà l’epoca della maggior tutela e resterà attivo invece solo il servizio di salvaguardia.

Chi non è già passato al mercato libero dovrà necessariamente farlo entro quella data. In alternativa si verrà automaticamente inseriti nel servizio di salvaguardia, che ha notevoli svantaggi rispetto a quanto accadeva con la maggior tutela.

Scegliere di aderire al mercato libero vuol dire stabilire liberamente il proprio fornitore, poterlo cambiare in ogni momento e confrontare i prezzi. Con attenzione e cura nei dettagli si può generare un risparmio in bolletta non indifferente, ma bisogna fare delle considerazioni.

Da un confronto fra tariffe gas nell’ultimo mese emerge che rimanere nel servizio di maggior tutela comporta una spesa media maggiore di circa il 10% rispetto al mercato libero.

Ovviamente bisogna considerare tanti fattori, tra i quali rientra anche quello della zona di appartenenza. C’è da sottolineare come l’erogazione del servizio vari di regione in regione, per cui questo diventa uno degli aspetti principali da tenere d’occhio nella scelta. La differenzazione riguarda il prezzo delle accise, che varia rispetto a una scala di sei macro regioni.

Ma va detto che la differenza sulle accise non incide direttamente sul risparmio finale, perché la promozione dei fornitori di libero mercato riguarda la componente energia e non le altre voci di rete.

Questo significa che il risparmio sarà il medesimo a Milano come a Roma, con la differenza che la percentuale varierà in base alla divisione tra macro regioni.

In ogni caso è possibile fare bene i propri calcoli su Internet inserendo i metri cubi di gas consumati per ricevere l’importo che andrebbe sborsato.

Ecco tutti i passaggi da seguire per procedere al cambio di fornitore

Cambiare il proprio fornitore di gas metano è un’operazione semplice dal punto di vista amministrativo e che non richiede nessuna modifica al contatore o all’impianto.

Bastano poche pratiche per passare immediatamente ad un nuovo fornitore che proponga tariffe più vantaggiose per le nostre esigenze. È sufficiente munirsi di un documento d’identità, del proprio codice fiscale (per dimostrare la veridicità dell’intenzione di cambiare operatore), dei dati relativi allmetanoa fornitura di gas (possono essere reperiti su una bolletta) e del proprio numero telefonico e dell’indirizzo email al quale deve essere spedita la nuova documentazione.

Nel caso in cui si volesse ricevere la domiciliazione delle bollette è necessario anche fornire il proprio codice IBAN.

Ma quali sono i metodi per procedere al cambio di fornitore?

Il metodo più utilizzato, nonché il più immediato e semplice, è il cambio che avviene tramite Internet. In questo caso basta riempire un modulo con tutti i dati da compilare e il cambio risulterà già attivo. Appena verrà chiuso il rapporto con il fornitore precedente cominceranno ad arrivare le bollette di quello nuovo.

Chi non fosse molto avvezzo all’utilizzo del computer, può sempre procedere con la modalità telefonica, contattando il servizio clienti del nuovo fornitore scelto. In questo caso sarà l’operatore a guidarvi in tutti i passaggi da fare.

Infine c’è la possibilità di cambiare fornitore di gas anche recandosi in un negozio fisico. Non tutti i fornitori offrono questa opportunità, ma quelli che lo fanno possono in pochi istanti accontentarvi.

Si tratta in ogni caso di una pratica non molto seguita poiché risulta scomoda in termini di tempo e di energie impiegate.

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