Non è un segreto, per ottenere visibilità nei risultati dei motori di ricerca, un sito web necessita di contenuti di qualità: occorre capire, però, da che cosa derivi la qualità e quali siano gli accorgimenti che devono essere adottati per raggiungerla. Un ruolo non secondario è quello svolto dai social network, complice la diffusione che hanno conosciuto negli ultimi anni: anche se Google non ha mai fornito informazioni ufficiali in merito, gli esperti concordano nel considerare certa la correlazione tra il posizionamento nella Serp e le condivisioni sui social. Conoscere la prospettiva di Google e il modo in cui il motore di ricerca agisce nell’attribuzione del valore dei contenuti web è fondamentale per intuire gli scenari del futuro e la possibile evoluzione del settore.

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Un valore reale: la risposta alla domanda dell’utente

Un contenuto, in buona sostanza, può essere definito di qualità se ha la capacità di creare e di garantire un valore reale per chi lo fruisce. Le precauzioni su cui vale la pena di concentrarsi in tal senso sono molteplici, e non bisogna commettere lo sbaglio di pensare che siano unicamente le parole chiave a contare. Prima ancora di focalizzarsi sulle keyword, è bene avere in mente un’idea ben chiara del progetto a cui si vuol dare vita, in grado di rispecchiare alla perfezione il business che si intende promuovere. Scrivere bene è importante ma non è più sufficiente; e anche l’originalità è una caratteristica a cui non si può rinunciare, ma che da sola non basta. Per avere la certezza di raggiungere i più alti standard di qualità nell’ideazione e nella realizzazione di contenuti occorre un mix di reputazione ed autorevolezza, oltre a tagetizzazione sugli argomenti trattati.

La lunghezza dei contenuti

Un interrogativo che da tempo tormenta i copywriter e i web marketer ha a che fare con la lunghezza raccomandata dei contenuti: in proposito non esiste una regola specifica e universale da seguire, se non quella che prevede – anche se in modo un po’ fumoso – una quantità di contenuto che sia sufficiente per raggiungere l’obiettivo desiderato. Vanno valutati i pro e i contro di brevità e lunghezza: da un lato un testo troppo corto rischia di non approfondire la tematica affrontata e di toccare il topic solo in maniera superficiale; dall’altro lato un testo troppo lungo può apparire “spaventoso” e respingere chi si accinge a leggerlo. Ecco perché è sempre bene ricordare che il content marketing non riguarda solo i testi: anche le immagini e gli elementi grafici sono importanti per migliorare la user experience.

La pubblicità può penalizzare?

Infine, è bene domandarsi se la presenza di pubblicità sia in grado di compromettere o di ridurre la qualità dei contenuti. Anche in questo caso, si deve uscire da un’ottica manichea secondo cui un aspetto è solo bianco o è solo nero: la pubblicità non è un male in sé, ma deve essere resa in modo da non apparire come spam.

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