Altro che de profundis: le attività pratiche e manuali hanno trovato un nuovo alleato nella tecnologia, che ha consentito anche all’artigianato di evolversi e di diffondersi ulteriormente. Ora infatti i prodotti si vendono sul Web, trovando sempre nuovi appassionati, ma anche gli stessi oggetti, strumenti e accessori necessari alla creazione possono essere acquistati sui portali specializzati.

Nuove vetrine utili

È il caso di giffimarket.com, sito attivo ormai da alcuni anni che sta scalando le classifiche di preferenza degli eshopper italiani grazie a una offerta ampia e vantaggiosa in tutti i campi legati agli hobby e alle professioni, anche molto particolari, come il giardinaggio o le riparazioni domestiche, ma anche di altri numerosi esempi di vetrine online dedicate a supportare proprio l’artigianato.

Tradizione e innovazione

Un’esperienza diretta è stata di recente raccontata dal Corriere della Sera, che ha intervistato Giulia Barela designer di gioielli che ha saputo trasformare in attività la propria passione, sfruttando proprio la tecnologia e il Web: secondo la creativa, “l’artigiano del terzo millennio non può rinunciare all’innovazione“. In particolare, la Barela spiega come “pur conservando le nostre tradizioni, custodendo l’heritage delle nostre lavorazioni manuali che hanno reso grande in made in Italy, non si può fare a meno delle tecnologie, di un impianto produttivo che dia garanzie di tempi certi e di una solida rete di vendita”.

Un salto di qualità

L’artigiana romana ha poi sottolineato che “quando sono approdata su Internet ho fatto il vero salto di qualità. Chi continua a pensare che l’artigiano naif chiuso dentro la bottega sia ancora un modello valido, sbaglia: la prova è che in tutte le nostre città, purtroppo, stanno scomparendo”.

Messaggi agli studenti

Per fortuna, sembra che il messaggio stia diffondendosi anche a livello di mondo dell’istruzione: poche settimane fa, infatti, è entrato nella fase operativa il progetto iBicocca, che prevede cicli di appuntamenti nelle scuole lombarde pensati per avvicinare gli studenti al mondo dell’impresa e, in particolare, per a raccontare l’importanza della tecnologia nel mondo della manifattura, promovendo la cultura dell’innovazione e stimolando i giovani a diventare imprenditori di se stessi.

Le aziende devono adeguarsi

Uno degli incontri è stato dedicato a Faberlab, il laboratorio di stampa 3D e prototipazione di Confartigianato Imprese Varese, che ha raccolto l’interesse di molti ragazzi; tra i vari concetti espressi dal responsabile del progetto, Davide Baldi, uno dei messaggi più forti è stato che “non ci sarà mai una tecnologia che sostituirà un buon sarto o un buon produttore di scarpe. Ma la tecnologia li aiuterà ad andare incontro ai clienti e a fare cose sempre nuove. È necessaria l’unione fra tradizione e innovazione. Le aziende dovranno adeguarsi”.

Chi innova vince

E, al momento, sembra che almeno in Lombardia questo messaggio stia passando, vista l’ultima indagine della Confartigianato regionale dedicata ad analizzare l’influenza di Internet sulle imprese locali: il dato che emerge con forza è che le imprese più giovani e strutturate che sfruttano le novità del digitale sono anche le più forti, battendo invece quelle più “ostili” all’innovazione.

Convertirsi al digitale

In termini numerici, le aziende digitali sono più grandi (più di dieci addetti nel 34% dei casi, mentre solo una ditta tradizionale su dieci raggiunge grandi dimensioni), hanno un buon ritmo di bilanci e riescono a offrire lavoro a laureati (11% contro la media del 3% delle imprese non digitali). Eppure, solo nelle province di Milano e Monza si contano ancora quattro aziende su dieci che non sono attive in Internet, soprattutto perché i titolari pensano che i propri prodotti non siano adatti all’ecommerce o non possiedono le competenze per vendere via Internet. È anche su questo che bisogna intervenire.

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