Il mercato immobiliare presenta nicchie di mercato accessibili anche a investitori di minori dimensioni rispetto ai grandi colossi della real estate.

La riqualificazione energetica di residenze storiche suddivise in multiproprietà sembra non conoscere crisi e si propone come settore di rilancio investimenti nel periodo post emergenza sanitaria.

La casa dei sogni per gli italiani che scelgono di investire è sempre più rappresentata da edifici storici riqualificati energeticamente.

La divisione in multiproprietà di residenze storiche che sono oggetto di deep renovation è tra le frontiere di investimento più promettenti del settore real estate nel nostro Paese.

A intuirlo già da qualche anno è stata Teicos Group, un’impresa di costruzioni che si è distinta negli anni per le competenze acquisite e i progetti realizzati nella riqualificazione del costruito.

Infatti, Teicos Costruzioni, la divisione aziendale dedicata al real estate gestita dall’A.D. Lorenzo Tirelli, ha votato la propria attività imprenditoriale ai progetti di riqualificazione del costruito e di costruzione di edifici ad impatto zero (Nzeb), indirizzando in tal senso anche la divisione immobiliare.

I maggiori investimenti aziendali riguardano strategicamente gli edifici esistenti, dove gli interventi di recupero e di riqualificazione edilizia non richiedano consumo di suolo e consentano un miglior utilizzo degli spazi abbandonati presenti in città.

Parole d’ordine: prossimità e fidelizzazione.

I metodi sono innovativi e il successo delle attività immobiliari è dato da alcuni fattori determinanti, dovuti alla natura stessa di una piccola media impresa edile: la prossimità con gli acquirenti e i venditori dell’immobile oltre che la possibilità di definirsi come unico interlocutore per compravendita e interventi edili.

Il valore aggiunto sta proprio nella capacità di relazionarsi facilmente con gli utenti finali, offrendo credibilità e affidabilità a istituti di credito e agenti immobiliari che cercano più frequentemente un solo interlocutore per compravendita e progettazione

Le residenze storiche. Un patrimonio italiano da valorizzare e rendere accessibile.

Questa tipologia di edifici non è solitamente di interesse delle grandi imprese immobiliari né di possibilità gestionale delle imprese edili molto piccole, che spesso non hanno internamente le risorse necessarie per l’acquisizione dell’immobile e la strutturazione di un intervento di recupero specifico.

La previsione del budget di investimento per un “immobile tipo” da ristrutturare si aggira infatti intorno ai 600-700 mila euro, somma che Teicos recupera grazie al prestito bancario e al versamento di un anticipo sull’investimento del 20%, ottenibile tramite budget aziendale o finanziatori diretti interni all’azienda, in diversi casi anche collaboratori o dipendenti.

Gli edifici sono solitamente residenze storiche, site in zone urbane o suburbane importanti, che consentono all’impresa di mettere in gioco tutte le competenze sulla riqualificazione energetica profonda degli edifici storici, realtà che richiedono professionalità altamente specializzate di intervento in quanto spesso oggetto di vincoli normativi.

Il co-housing innovativo: la compartecipazione velocizza i tempi di vendita e fidelizza gli acquirenti.

Un altro aspetto innovativo che si rivela vincente in questo contesto è l’ideazione di una nuova tipologia di co-housing, sviluppata e concretizzata dall’impresa in sinergia con l’architetto progettista Margherita Lusvardi, che si distingue dalle più diffuse cooperative per il carattere collaborativo e la definizione collettiva di ogni fase dell’intervento edilizio oltre che nel ruolo mediatore rivestito dall’impresa in fase della compravendita immobiliare.

Il primo esempio di co-housing in tal senso è stato quello realizzato con il progetto di Villa Carmen, una residenza storica di fine ‘800 sita a Cimiano (Milano), dove Teicos si è resa mediatrice primaria del venditore proponendo una divisione della proprietà funzionale alla progettazione e alla realizzazione di dieci unità immobiliari, per organizzarne e facilitarne la vendita.

L’impresa e l’arch. Lusvardi si sono fatte portavoce nell’individuare una strategia di restauro e nella definizione di una visione collettiva partecipata dell’intervento da effettuare, identificando nei potenziali acquirenti delle unità immobiliari solamente coloro che avessero una visione comune orientata al recupero storico conservativo dell’immobile e del parco, senza snaturarne le origini storiche.

Questo approccio ha dato una forte identità al progetto, motivando i compratori ad essere estremamente collaborativi e propositivi e riducendo in maniera consistente i tempi di vendita degli immobili.

Co-housing immobiliari con queste caratteristiche sono ancora rari ma possono essere ben gestiti da PMI del settore che hanno la capacità di relazionarsi facilmente con gli utenti finali, offrendo credibilità e affidabilità a istituti di credito e venditori che cercano un solo interlocutore per compravendita e progettazione.

I successi aziendali e la fiducia degli istituti di credito.

Guido Hugony, uno dei due soci fondatori del gruppo Teicos, crede molto nell’investimento di impresa in questo business. “Grazie ai progetti di innovazione come Sharing Cities a cui abbiamo aderito, alla nuova presenza mediatica acquisita dall’azienda e al recente inserimento di Teicos tra i ‘Leader della crescita’ de Il Sole 24 ore e tra i ‘Campioni della crescita’ definiti dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza -spiega Hugony – abbiamo notato una maggiore disponibilità da parte degli istituti di credito a finanziare i nostri progetti di acquisizione immobiliare, finalizzati alla riqualificazione edilizia ed energetica. Questo è segno che non solo Teicos risulta una realtà affidabile ma anche che stiamo investendo nella direzione giusta per il mercato, quella della riqualificazione dell’esistente”.