La scorsa settimana ho avuto la fortuna di fare da mentor all’evento Create24, 24 ore di creatività inserite all’interno del Digital Festival.

Quasi 100 ragazzi (età media 21 anni), divisi in una dozzina di gruppi, si sono sfidati a suon di creatività. Tema dell’evento “il ciclo del riciclo”.

Mi ha molto colpito guardare questi ragazzi in azione, passare la notte svegli per realizzare un’idea avuta poche ore prima. Ma forse il vero obiettivo per ognuno di questi giovani, compresi i mentor e gli organizzatori dell’evento, era dimostrare a se stessi e agli altri che non siamo affatto una generazione senza futuro. 

Create-24-

Non vorrei riaprire la polemica circa la lezione tenuta da Flavio Briatore all’università Bocconi, di cui ho già espresso il mio giudizio in questo articolo della scorsa settimana, ma questi giovani (e mi ci metto dentro anche io) non li si può ridurre al risultato degli errori della generazione che li ha preceduti, facendogli credere di essere senza futuro.
Vanno spronati ad avere il coraggio di inseguire i propri sogni, aiutandoli ad essere concreti di fronte a ciò che la realtà pone loro davanti, aiutati a scoprire il proprio compito e aiutati ad avere il coraggio che hanno avuto i nostri padri e i nostri nonni quando sono emigrati al nord o quando, appena maggiorenni, sono partiti per la guerra.

Ho visto questi ragazzi investiti di una responsabilità alla loro portata e li ho visti certi del loro compito, senza la paura di non farcela, e  con la consapevolezza che il loro impegno ed i loro sacrifici sarebbero stati utili a rendere un pochino migliori le proprie vite e le vite delle altre persone.

Trovo irragionevole chi, magari anche assumendosene le colpe, vuole difendere i giovani sostenendo che gli abbiano rubato il futuro, perché è come se difendesse la propria squadra accusando l’arbitro di aver rubato la partita, prima ancora del calcio d’inizio.
Il futuro è ancora lì, tutto da scrivere, ed i ragazzi che ho conosciuto al Create24 non hanno alcuna intenzione di adagiarsi su queste scuse, ma vogliono dimostrare, e hanno dimostrato che con il duro lavoro si possono inseguire i propri sogni, e che farlo è un’esperienza bellissima!

A proposito dell'autore

Andrea Visconti

Imprenditore, tecnologico, maniacale, amante del bello. Penso che fare impresa sia un'impresa, ma è il mestiere più bello del mondo!