Da questa mattina in tutta Italia si susseguono cortei e scontri nelle piazze per “festeggiare” il primo maggio, la festa del lavoro che manca ormai da troppi anni.

Il governo Renzi Presenta il piano Garanzia Giovani con l’obiettivo di offrire una possibilità di formazione o impiego a i giovani disoccupati.

Ma è di riforme che ha bisogno il nostro paese per creare occupazione? Di quali riforme ha bisogno l’Italia per i giovani?

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Come si evince dal grafico sopra, tratto dall’editoriale condotto da Adapt, negli ultimi 20 anni sono state introdotte moltissime riforme per quanto riguarda il lavoro, ma sostanzialmente nessuna di queste ha portato grandi benefici per i lavoratori, basti pensare in ultimo alla riforma Fornero.

Il lavoro lo si crea con la crescita economica, con l’aumento dei consumi e con gli investimenti. Proprio quegli investimenti che in Italia ultimamente abbiamo paura di fare.

Troppo spesso sentiamo di manifestazioni di operai in cassa integrazione che chiedono all’azienda per cui lavorano e allo stato l’aiuto economico per continuare a lavorare. E’ giusto che lo stato aiuti le aziende in difficoltà affinché non siano costrette a chiudere gli stabilimenti, è giusto che lo stato conceda la cassa integrazione alle famiglie di quegli operai che altrimenti non saprebbero come arrivare a fine mese, ma è altrettanto giusto che questi aiuti siano straordinari e temporanei, non possono diventare la prassi. Le aziende devono creare valore, non chiederlo allo stato.

Gli investimenti che servono al nostro paese, e molti altri paesi sia europei che extra europei lo hanno capito da tempo, non sono a sostegno di quelle grandi aziende il cui tasso di crescita ormai è statico da diversi anni, non sono a sostegno di quelle grandi aziende che usano i soldi pubblici per pagare la cassa integrazione ai propri dipendenti e intanto assumono stagisti giovani e sottopagati con l’illusione di un lavoro su cui fare affidamento, non sono a sostegno di quelle grandi aziende che usano gli investimenti privati e delle banche per andare in giro in elicottero o su auto di lusso mentre la loro azienda è in stato di crisi.

Gli investimenti che servono a creare ricchezza e occupazione sono a sostegno dei giovani imprenditori che hanno idee innovative, in grado di migliorare davvero il nostro vivere quotidiano.

L’Italia è sempre stata la patria di grandi inventori ed innovatori. E’ conosciuta all’estero per la qualità dei propri prodotti. I musei di tutto il mondo, da Parigi a New York, sono ricchi di opere d’arte nostrane.
E’ sul talento dei nostri giovani che dobbiamo investire, mettendo a loro disposizione le competenze di chi ha più anni di esperienza, e le risorse economiche e finanziarie indispensabili per la crescita e per la conquista dei mercati esteri.

Non possiamo avere paura di investire sul futuro dei nostri figli ai quali non possiamo che chiedere di mettersi in gioco in prima persona.

A proposito dell'autore

Andrea Visconti

Imprenditore, tecnologico, maniacale, amante del bello. Penso che fare impresa sia un'impresa, ma è il mestiere più bello del mondo!