Le applicazioni sono infinite e sarà una vera rivoluzione per la nostra vita.

Myo, un bracciale con sensori EMG, interagisce con i segnali elettrici del nostro cervello.

La connessione uomo macchina è una realtà adesso.

Nell’attesa (a dire il vero un pò tediosa ormai) del lancio sul libero mercato degli acclamatissimi Google Glass, ci sono centinaia di startup nel mondo che cercano di accelerare i tempi e di presentarsi con un prodotto valido che possa davvero connettere l’uomo e la macchina, ma sembra che i tre founder di Thalmic Labs, startup canadese cofinanziata da colossi come Intel Capital, ci siano riusciti.

Myo è un progetto, ormai divenuto prodotto, che consentirà una rivoluzione della direzione verso la connessione dell’uomo al computer. Il bracciale Myo consente di utilizzare l’attività elettrica dei muscoli, tramite sensori EMG (Elettromiografici) per controllare in modalità wireless il computer, il telefono ed altre tecnologie digitali.

Basterà il semplice gesto di una mano.

Qualcosa di simile fu creato nell’ormai lontano (in termini tecnologici) 2006, quando Arto Holopainen riuscì a creare un sistema simile di connessione con un cellulare Nokia ed un sensore al suo bicipite. Lo utilizzò per giocarci a SnakeEx è vero, ma l’idea era buona. Magari Stephen, Matthew e Aaron volevano creare Myo per i videogiochi (e sembra essere l’applicazione più interessante per centinaia di motivi, comprese le possibili connessioni con dispositivi quali l’Ocolus o la Kinect di Microsoft), ma entrambi i progetti sono accumunati dall’utilizzo del bluetooth come sistema di interconnessione e dai segnali elettrici che produce il nostro sistema nervoso.

Una tecnologia simile l’abbiamo potuta osservare solo in film come Minority Report o Iron Man, ma a differenza della fantascienza, sarà accessibile a tutti e non esclusivamente a super poliziotti o super ricchi. Potremo vivere wireless anche in casa nostra, nel nostro ufficio o per strada.

Ma cosa può fare Myo? Questo video ve lo spiega.

La sbalorditiva ed incredibile novità è il prezzo di questa tecnologia: 149 dollari. Più o meno 110 euro.

Ha un peso di soli 95 grammi ed è in consegna a Settembre 2014.

Myo, però fa sorgere innumerevoli quesiti e ho provato a rispondere ad alcuni di questi con Daniele Codecasa, Machine Learning Engineer dei Thalmic Labs, nonchè eccellenza italiana all’estero.

Innanzitutto una presentazione: chi è Daniele Codecasa e di cosa si occupa in Thalmic Labs? 
Vorrei dirvi grazie dell’ l’interesse per il lavoro che stiamo svolgendo in Thalmic Labs. Sono un ex dottorando dell’Universita’ degli Studi di Milano-Bicocca. Ho vissuto tra l’Italia e la Danimarca ed ho collaborato con un’azienda lavorando nel campo dell’analisi dei dati. A marzo, appena finito il dottorato, ho sentito la necessita’ di prendere parte ad un progetto che potesse avere un impatto sul mondo, e questo mi ha portato in Thalmic. In Thalmic mi occupo della creazione di modelli di Machine Learning per riconoscere i gesti della mano a partire dai segnali muscolari dell’avambraccio. 

Se potessi descrivere Myo in un’unica frase? 
Myo e’ un bracciale che rivoluziona il modo in cui interagiamo con la tecnologia, permettendo il controllo via Bluetooth di un qualsiasi dispositivo digitale attraverso l’uso dei gesti della mano. 

Con Myo, secondo la tua esperienza e la tua partecipazione al progetto, dobbiamo pensare ad un modo nuovo di usare la tecnologia? Se sì, in che modo? 
Assolutamente si. Myo non e’ solo un nuovo modo di controllare potenzialmente ogni dispositivo digitale. L’obiettivo che abbiamo e’ di rendere naturale l’interazione con la tecnologia. Indossi il Myo, dimentichi di averlo addosso, e comandi ogni dispositivo, dal computer allo smarthphone, con gesti naturali che risulterebbero spontanei ad ogni supereroe che si rispetti. 

La connessione uomo macchina è realtà? Quale sarà il prossimo passo? 
Questo e’ un periodo di grande innovazione per le wearable technologies. Stiamo assistendo a continue novita’: dai dispositivi di controllo e monitoraggio, alle BCI (Brain Computer Interfaces), agli smart-glasses. Ad ora la maggior parte dei prodotti, specialmente tra gli smart-glasses e le BCI, tendono ad essere un po’ invasivi. Nel breve termine la sfida e’ rendere tutte queste tecnologie meno invasive, ed appetibili per una fascia di consumatori piu’ ampia. 

Potrà la realtà aumentata essere di aiuto o influenzerà negativamente le nostre vite? 
Questo e’ sicuramente uno dei settori piu’ interessanti in cui le wearable technologies possono fornire il loro contributo. Ora vediamo solo la punta dell’iceberg del vasto numero di opportunita’ legate alla realta’ aumentata. Personalmente credo sara’ una grande rivoluzione. Internet ed i motori di ricerca hanno rivoluzionato il modo di accedere alle informazioni, e la realta’ aumentata e’ la prossima rivoluzione. 

Myo ha implicazioni etiche?. 
Myo e’ un dispositivo pensato per rendere accessibile la tecnologia nel modo piu’ naturale possibile. I sensori che catturano l’attivita’ muscolare non sono invasivi, e l’esperienza nell’utilizzo del Myo e’ assolutamente confortevole. Non ci sono quindi ripercussioni etiche negative, ma grandi speranze di riuscire a fare di questa tecnologia uno strumento per rendere accessibile, in modo intuitivo, l’uso di dispositivi che spesso si rivelano di difficile utilizzo. Chissa’ che in futuro non si riesca ad avere anche un impatto positivo in alcuni settori della medicina, magari nella riabilitazione. 

Salutando Daniele, con ancora molte domande nella mente, mi sono reso conto che la tecnologia avanza in un modo che potrebbe essere difficile anche solo da immaginare, ma è così tumultuoso e coinvolgente che rende tutto ancora più affascinante.

Be innovative!

A proposito dell'autore

Vincenzo Sansone

Mi chiamo Vincenzo, sono nato in Grecia da madre americana e padre italiano. Ho studiato marketing e gestione aziendale e dopo una parentesi nell'azienda di famiglia ho capito che volevo e dovevo provare nuove piazze e nuovi mercati. Ho viaggiato molto, ho lavorato in molti posti, ed oggi sono project manager per un piccolo gruppo aziendale e diciamo che va bene così. Per adesso. Sono appassionato di tecnologia, business, trading e fantascienza, non fumo, ma bevo. Tennent's se possibile. La mia vita è costellata di momenti in cui dovevo rinnovarmi, ricominciare, e credo che non sia "carattere" come spesso mi dicono, ma solo destino. Ho la mente sempre piena di idee e non riesco a tenere a bada la smania di provare, di cercare, di scoprire. Le sfide sono per me droga. Amo essere strafatto.